I 7 borghi italiani con più presenze turistiche negli ultimi 3 anni

📗 Punti chiave di questa guida
  • I borghi italiani hanno registrato un boom turistico con crescita del 52% nelle ricerche online.
  • La maggior parte delle presenze turistiche si concentra nel Centro-Sud, specialmente in Umbria, Lazio e Puglia.
  • Le politiche di promozione puntano su sostenibilità, tradizioni locali e destagionalizzazione.
  • Otranto, Maratea e Locorotondo sono tra i borghi più visitati negli ultimi tre anni.

Negli ultimi anni, i borghi italiani hanno vissuto un vero e proprio boom di presenze turistiche, confermandosi mete privilegiate sia per i viaggiatori italiani che per quelli stranieri. Secondo le indagini più recenti, le ricerche online dedicate ai borghi hanno raggiunto un record di 94 milioni nel 2024, con una crescita del 52% rispetto all’anno precedente. Questo trend, sostenuto anche dal desiderio di un turismo più autentico e sostenibile, ha portato a una nuova centralità di alcune località storiche e pittoresche, soprattutto nel Centro e Sud Italia. In questo articolo analizziamo i 7 borghi italiani che hanno registrato il maggior numero di presenze turistiche negli ultimi tre anni, offrendo dati concreti, consigli pratici e spunti per un viaggio consapevole e appagante.

Il boom dei borghi italiani: dati e tendenze

La riscoperta dei borghi, piccoli centri storici spesso incastonati tra colline, montagne o affacciati sul mare, è uno dei fenomeni più rilevanti del turismo italiano degli ultimi anni. Secondo lo studio “I borghi italiani online” (Moveo Seed per Telepass, 2021-2024), si è registrato un totale di 210 milioni di ricerche in quattro anni, con 18 milioni di italiani che hanno scelto queste destinazioni nell’ultimo triennio e 1,6 milioni di visite dedicate. Questi numeri, pur non essendo equivalenti alle presenze reali, rappresentano un indicatore affidabile della popolarità crescente dei borghi.

La distribuzione geografica delle presenze vede un predominio del Centro-Sud, con regioni come Umbria, Lazio e Toscana in testa, seguite dalla Puglia e da alcune province del Sud e delle Isole. Il fenomeno è sostenuto da politiche di promozione turistica che puntano sulla sostenibilità, sulla valorizzazione delle tradizioni locali e sulla destagionalizzazione delle visite. La tendenza è stata inoltre rafforzata dai limiti di accesso imposti nelle grandi città d’arte e nelle località più gettonate, spingendo così i viaggiatori a scoprire mete meno affollate ma ricchissime di charme.

I 7 borghi italiani con più presenze turistiche: la classifica 2023-2025

Sulla base delle ricerche medie mensili del 2024 e dei trend ufficiali dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, ecco la classifica dei sette borghi italiani che hanno registrato le maggiori presenze turistiche negli ultimi tre anni:

  1. Otranto (Puglia) – 176.000 ricerche medie mensili
  2. Maratea (Basilicata) – 148.600 ricerche medie mensili
  3. Locorotondo (Puglia) – 133.100 ricerche medie mensili, +25% presenze nel 2025
  4. Rasiglia (Umbria) – dati non specificati ma tra i primi quattro
  5. Civita di Bagnoregio (Lazio) – dati non specificati ma tra i primi cinque
  6. Cefalù (Sicilia) – dati non specificati ma tra i primi sei
  7. Spello (Umbria) – dati non specificati ma tra i primi sette

Questi borghi rappresentano l’eccellenza dell’accoglienza italiana, ciascuno con peculiarità storiche, paesaggistiche e culturali che li rendono unici. Vediamo nel dettaglio cosa li rende così attrattivi e quali sono le tendenze che ne hanno determinato il successo.

Le mete più amate: panoramica sui singoli borghi

Otranto: il fascino del Salento tra storia e mare

Otranto è il borgo italiano che ha registrato più ricerche e, di conseguenza, una delle più alte presenze turistiche negli ultimi tre anni. Situato all’estrema punta della Puglia, affacciato sull’Adriatico, Otranto è celebre per il suo centro storico, il castello aragonese e la cattedrale con i celebri mosaici. Le spiagge e le acque cristalline attirano migliaia di visitatori ogni estate, tanto che la maggior parte delle presenze si concentra proprio nei mesi estivi. Per vivere un’esperienza autentica, gli esperti consigliano di esplorare il centro storico nelle prime ore del mattino o al tramonto, quando le strade sono meno affollate e l’atmosfera diventa magica.

Maratea: la perla della Basilicata sul Tirreno

Maratea, conosciuta anche come “la perla del Tirreno”, si distingue per il suo litorale spettacolare, le grotte marine e il celebre Cristo Redentore che domina la cittadina dall’alto. Le presenze turistiche sono particolarmente concentrate nei mesi estivi, quando le spiagge si animano di visitatori italiani e stranieri. Maratea è anche meta di un turismo più esclusivo e sostenibile, grazie alle sue dimensioni contenute e alla qualità delle strutture ricettive. Per chi desidera scoprire la zona in modo più tranquillo, si consiglia di visitare Maratea fuori stagione, dedicando tempo ai sentieri e ai borghi circostanti.

Locorotondo: i trulli e il bianco della Valle d’Itria

Locorotondo, nel cuore della Valle d’Itria, ha registrato un vero boom di presenze (+25% tra 2024 e 2025). Il borgo si distingue per il suo centro storico circolare, le case bianche a “cummerse” e i celebri trulli. Locorotondo è la meta ideale per chi ama la fotografia e i social, grazie ai panorami unici e ai vicoli fioriti. La stagionalità qui è meno marcata rispetto alle località costiere: oltre all’estate, il borgo è molto apprezzato anche in inverno, soprattutto in occasione delle festività e dei mercatini di Natale. Gli esperti suggeriscono di programmare la visita nei weekend lunghi di novembre o in bassa stagione per godere appieno della tranquillità del luogo.

Rasiglia: il borgo delle acque in Umbria

Rasiglia è un piccolo gioiello incastonato tra le colline umbre, noto come il “borgo delle acque” per la presenza di ruscelli, mulini e canali che attraversano il centro storico. Negli ultimi anni, Rasiglia ha visto un’impennata di visitatori, soprattutto in primavera e in estate, grazie anche ai social network che hanno fatto conoscere le sue atmosfere fiabesche. Tuttavia, la limitatezza dei parcheggi e delle strutture ricettive impone una buona pianificazione della visita, preferibilmente nei giorni feriali o fuori stagione. Rasiglia rappresenta un esempio di turismo slow e sostenibile, dove il contatto con la natura e la storia è garantito.

Civita di Bagnoregio: la città che muore e rinasce

Civita di Bagnoregio, soprannominata “la città che muore” per via dell’erosione che la minaccia, è diventata una delle mete più iconiche d’Italia. Collegata al resto del mondo da un ponte pedonale panoramico, Civita è famosa per i suoi panorami spettacolari sulla valle dei Calanchi e per la sua atmosfera sospesa nel tempo. Le presenze turistiche sono molto elevate in primavera e in inverno, quando il borgo si trasforma in un luogo suggestivo e quasi irreale. Per accedere a Civita è previsto un biglietto per il ponte, misura adottata per contenere il flusso eccessivo di visitatori e preservare il delicato equilibrio del territorio.

Cefalù: il borgo siciliano tra mare e storia normanna

Cefalù, situata sulla costa settentrionale della Sicilia, è celebre per il suo duomo normanno, le spiagge dorate e il pittoresco centro storico che si affaccia sul mare. La città, inserita tra i “Borghi più belli d’Italia”, attira turisti da tutto il mondo, in particolare durante i mesi estivi. Cefalù è una meta ideale per chi desidera unire cultura, relax e bellezze naturali. Per evitare il sovraffollamento, è consigliabile visitarla in primavera o in autunno, periodi in cui le temperature sono miti e le strade meno affollate.

Spello: l’arte delle infiorate e i colori dell’Umbria

Spello è uno dei borghi più colorati d’Italia, famoso per le sue “infiorate” di giugno, quando le vie del centro si trasformano in tappeti di fiori. Negli ultimi anni, Spello ha visto crescere il numero di visitatori, soprattutto durante la primavera e in occasione degli eventi tradizionali. Il borgo è facilmente raggiungibile in treno sulla linea Perugia-Foligno e rappresenta una meta ideale per chi cerca un’esperienza autentica tra arte, storia e natura. La prenotazione è indispensabile durante le infiorate, mentre in altri periodi è possibile godere della tranquillità e della bellezza dei suoi vicoli fioriti.

Distribuzione geografica e stagionalità: i segreti del successo

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalle statistiche recenti riguarda la distribuzione geografica dei borghi più visitati. Il Centro-Sud Italia domina la classifica, con l’Umbria che conta ben 25 borghi nella lista ufficiale, seguita da province come L’Aquila (13 borghi) e Potenza (7 borghi). La Puglia, con Otranto e Locorotondo, si conferma una delle regioni più amate per la combinazione di mare, storia e tradizioni.

La stagionalità gioca un ruolo fondamentale nella scelta delle destinazioni: le località costiere come Otranto, Maratea e Cefalù registrano i picchi di presenze in estate, mentre borghi come Locorotondo, Civita di Bagnoregio, Rasiglia e Spello sono particolarmente apprezzati in primavera e in inverno. Gli eventi tradizionali, come le infiorate di Spello o i mercatini natalizi di Locorotondo, contribuiscono ad attrarre visitatori anche fuori stagione, favorendo la destagionalizzazione e un turismo più sostenibile.

Consigli pratici per visitare i borghi più gettonati

Per vivere al meglio l’esperienza nei borghi italiani, è importante pianificare la visita tenendo conto di alcuni aspetti pratici:

  • Periodo migliore: Estate per le località costiere (Otranto, Maratea, Cefalù), primavera e autunno per borghi interni (Rasiglia, Civita di Bagnoregio, Spello). Novembre e weekend lunghi per Locorotondo.
  • Come arrivare: Otranto, Maratea e Locorotondo sono raggiungibili in auto o treno (FSE per la Puglia). Civita di Bagnoregio è collegata con bus Cotral da Viterbo; Rasiglia si raggiunge in auto da Foligno (attenzione ai parcheggi limitati); Spello è servita dalla linea ferroviaria Perugia-Foligno.
  • Eventi e prenotazioni: Per il ponte tibetano di Sellano (Umbria, in forte crescita) è necessaria la prenotazione. Le infiorate di Spello a giugno richiedono l’acquisto anticipato di biglietti e prenotazione degli alloggi.
  • Esperienze consigliate: Visitare il centro storico di Otranto nelle ore meno affollate; raggiungere la statua del Redentore a Maratea; immortalare i trulli e i vicoli fioriti di Locorotondo; attraversare il ponte pedonale di Civita; ammirare i giochi d’acqua di Rasiglia; vivere la magia delle infiorate a Spello.

Per chi desidera approfondire la conoscenza dei borghi italiani, è utile consultare la lista ufficiale dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, che garantisce criteri standardizzati di selezione e promozione. Ulteriori informazioni sui programmi di valorizzazione e le certificazioni di qualità sono disponibili anche presso il Touring Club Italiano, secondo quanto riportato su Wikipedia.

Normative e regolamenti: cosa sapere prima di partire

La visita ai borghi più gettonati è regolata da alcune normative specifiche, pensate per garantire la qualità dell’esperienza e la sostenibilità dei flussi turistici. Solo i borghi inseriti nella lista ufficiale de I Borghi più belli d’Italia sono oggetto di statistiche standardizzate e di programmi di promozione a livello nazionale. Altri borghi molto popolari, come Tropea e Alberobello, sono esclusi dalla classifica ufficiale per motivi regolamentari nonostante l’elevato numero di presenze e ricerche online.

In alcune località, come Vernazza nelle Cinque Terre, sono stati introdotti limiti di accesso e la necessità di acquistare la “Cinque Terre Card” per gestire l’overtourism e preservare il territorio. Altri borghi, come Civita di Bagnoregio, richiedono il pagamento di un biglietto per l’ingresso al ponte che collega il centro storico, misura adottata per finanziare la manutenzione e limitare l’afflusso in periodi di punta. Per chi cerca un’esperienza davvero selezionata, la “bandiera arancione” del Touring Club Italiano certifica i borghi che rispettano determinati standard di accoglienza e sostenibilità.

Errori comuni da evitare nella visita ai borghi

Nonostante il fascino indiscusso dei borghi italiani, è importante evitare alcuni errori frequenti che possono compromettere la qualità della visita:

  • Confondere ricerche online e presenze reali: Sebbene le ricerche siano aumentate del 52% nel 2024, non sempre corrispondono agli arrivi effettivi. Solo per Locorotondo è stata confermata una crescita reale delle presenze (+25%).
  • Sottovalutare la stagionalità: I mesi estivi vedono un sovraffollamento nei borghi costieri come Otranto e Maratea; per una visita più tranquilla, è meglio scegliere l’inverno o la bassa stagione nei borghi interni.
  • Non prenotare in anticipo: Eventi particolarmente richiesti come il ponte tibetano di Sellano o le infiorate di Spello possono andare sold-out rapidamente. Anche i parcheggi sono spesso limitati, soprattutto a Rasiglia e Civita di Bagnoregio.
  • Ignorare i borghi “non ufficiali”: Località molto amate come Tropea e Alberobello sono fuori dalla classifica dei “Borghi più belli d’Italia”, ma possono offrire esperienze turistiche di pari livello.
  • Sovrastimare il Nord rispetto al Centro-Sud: Nonostante il fascino dei borghi del Nord, le statistiche confermano che il Centro-Sud detiene il primato sia per numero di località sia per medie di presenze e ricerche.

Borghi e turismo sostenibile: la nuova frontiera

Il successo dei borghi italiani non è solo una questione di numeri: si inserisce in un movimento più ampio che vede il turismo sostenibile e l’undertourism come nuove tendenze globali. Secondo gli esperti di settore, scegliere di visitare un borgo significa optare per un’esperienza autentica, rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali. Le amministrazioni hanno adottato misure per favorire la destagionalizzazione, la promozione della mobilità dolce (cammini, ciclovie) e la valorizzazione dei prodotti tipici.

Le previsioni per il 2026 sono molto positive: la Toscana, per esempio, attende 21 milioni di arrivi e 80 milioni di presenze nei suoi borghi. In Umbria, la crescita di Sellano (+352% grazie al ponte tibetano) e di Spello testimonia la vitalità di questo segmento. Scegliere i borghi significa anche contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano, sostenendo il tessuto economico locale e favorendo lo sviluppo di nuovi servizi e attività ricettive.

Conclusioni: perché scegliere i borghi italiani

I borghi italiani rappresentano oggi una delle alternative più affascinanti e sostenibili al turismo di massa. La ricchezza del patrimonio storico, la varietà dei paesaggi, la qualità delle tradizioni culinarie e l’accoglienza delle comunità locali rendono questi luoghi ideali per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dai circuiti più battuti. Che si tratti di esplorare le spiagge di Otranto, i vicoli di Locorotondo, le acque di Rasiglia o i panorami di Civita di Bagnoregio, ogni borgo offre qualcosa di unico e indimenticabile. Pianificando con attenzione la visita, rispettando le normative e scegliendo periodi meno affollati, è possibile scoprire il vero cuore dell’Italia e contribuire a un turismo più consapevole e sostenibile.

FAQ – Domande frequenti sui borghi italiani più visitati

Quali sono i periodi migliori per visitare i borghi italiani più popolari?

I mesi estivi sono ideali per i borghi costieri come Otranto, Maratea e Cefalù, mentre primavera e autunno sono consigliati per borghi umbri e laziali come Rasiglia, Civita di Bagnoregio e Spello. Locorotondo è perfetto anche in inverno, soprattutto durante i mercatini di Natale e i weekend lunghi di novembre.

È necessario prenotare in anticipo per eventi o attrazioni particolari?

Sì, la prenotazione è fortemente consigliata per eventi molto richiesti come il ponte tibetano di Sellano o le infiorate di Spello a giugno. Anche l’accesso a Civita di Bagnoregio può essere regolamentato nei periodi di maggiore affluenza, con biglietti di ingresso limitati.

Tropea e Alberobello sono tra i borghi più visitati?

Tropea e Alberobello sono tra le mete più ricercate d’Italia, ma non fanno parte della classifica ufficiale dei “Borghi più belli d’Italia”. Questo non ne diminuisce il fascino né il flusso turistico, ma le statistiche utilizzate in questo articolo si riferiscono solo ai borghi inclusi nell’elenco ufficiale per garantire criteri omogenei di confronto.

Esistono regolamenti specifici per l’accesso ai borghi più affollati?

Sì, in alcune località come le Cinque Terre (Vernazza) e Civita di Bagnoregio sono in vigore limiti di accesso e sistemi di ticketing per preservare il patrimonio e limitare il sovraffollamento. È sempre consigliabile verificare in anticipo eventuali restrizioni o necessità di prenotazione, soprattutto durante eventi e festività locali.

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